Anche quest'anno si terrà la veglia ecumenica vicariale. Martedì 20 gennaio alle 20.30 in chiesa a Torreselle, le nostre parrocchie, insieme alla comunità ortodossa di Loreggia,si ritroveranno a pregare insieme per l'unità dei cristiani.
Questa unità divina è il fulcro della chiamata e della missione cristiana ed è sostenuta dal profondo amore di Gesù Cristo, che ci ha posto davanti uno scopo unificato. Come afferma l’apostolo Paolo nella lettera agli Efesini: «un solo corpo e un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati» (Ef 4,4). Un versetto che va al cuore della fede cristiana e richiama ciò che ci unisce più profondamente: l’appartenenza a Cristo e il dono dello Spirito Santo ricevuto nel battesimo. Prima delle differenze storiche, teologiche e liturgiche, i cristiani condividono una stessa speranza e una stessa chiamata. Questo versetto biblico, capace di racchiudere la profonda dimensione teologica dell’unità dei cristiani, ha ispirato il lavoro dell’informale gruppo ecumenico che ha preparato la veglia. La riscoperta della personale chiamata in Cristo interpella ogni credente a essere segno visibile di unità, attraverso la preghiera comunitaria reciproca e il riscoprirsi sale della terra, infiammati dallo Spirito Santo.
In un tempo come il nostro segnato quasi irreversibilmente da una privatizzazione della fede, che sembra rendere superflua l’appartenenza ecclesiale, ribadire il legame intrinseco tra l’atto di risposta personale e la sua necessaria dimensione ecclesiale è fondamentale soprattutto in un’ottica di evangelizzazione, soprattutto se questo è fatto nella preghiera comune, condivisa dai fratelli che pur non cattolici condividono la stessa risposta affermativa alla chiamata che Gesù rivolge ai primi discepoli. La sfida per arrivare ad una fede matura e quindi ad una Speranza che non delude non riguarda infatti solamente i cattolici, ma tutte le Comunità cristiane che vivono questo territorio e questo tempo.
Dal 18 al 25 gennaio 2026 le comunità cristiane di tutto il mondo, e anche la nostra diocesi, vivranno la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, un appuntamento annuale che invita a riscoprire la fraternità tra i battezzati e a rinnovare l’impegno per l’unità voluta da Cristo. È un tempo prezioso, fatto di preghiera, ascolto della Parola e incontri, che coinvolge non solo i responsabili delle Chiese, ma ogni fedele. Nella nostra diocesi la Settimana sarà vissuta attraverso iniziative condivise, come celebrazioni ecumeniche della Parola, momenti di preghiera, incontri di riflessione e occasioni di conoscenza reciproca con le altre comunità cristiane presenti sul territorio. Sono gesti semplici, ma significativi, che aiutano a superare distanze e pregiudizi e a riconoscersi come fratelli e sorelle nella fede.
Il Concilio Vaticano II ha ricordato con chiarezza che l’impegno per l’unità riguarda tutta la Chiesa e ogni battezzato. Per questo la Settimana di Preghiera non è un evento isolato, ma un invito a uno stile di vita. L’ecumenismo non si esaurisce in pochi giorni all’anno: continua nella preghiera personale, nell’accoglienza, nella collaborazione concreta e nel rispetto reciproco. Partecipare alla Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2026 significa riscoprire che, nonostante le differenze, è possibile camminare insieme, sostenuti dallo stesso Spirito e orientati verso la stessa speranza. Un cammino che chiede fedeltà al Vangelo, apertura del cuore e la disponibilità a lasciarsi guidare da Dio verso quella piena comunione che resta il traguardo e il dono promesso.