La nostra collaborazione antoniana vive in questo tempo una gioia particolare, che si traduce in gratitudine e speranza: due grandi doni ci vengono offerti attraverso il cammino vocazionale di due giovani della nostra terra, entrambi appartenenti alla Diocesi di Treviso e legati alle parrocchie della nostra collaborazione pastorale

Si tratta dell’ordinazione diaconale di Matteo Mason (orginario di Loreggia), Sabato 18 aprile alle 15.30 in Cattedrale a Treviso e dell’ordinazione presbiterale di don Francesco Tesser (originario di Marcon e in servizio a Camposampiero e Rustega) Sabato 30 maggio 2026 alle 15.30 in Cattedrale a Treviso: due tappe diverse di un unico sì al Signore, che arricchiscono tutta la nostra Collaborazione pastorale.

Il dono del diaconato: il servizio che si fa Vangelo

Con l’ordinazione diaconale, Matteo (in foto a sinistra, insieme a Francesco Boz, l'altro giovane che verrà ordinato) entra nel primo grado del sacramento dell’Ordine. Il diacono è chiamato in modo speciale al servizio, rendendo visibile nella Chiesa Cristo servo.

Ma cosa può fare concretamente un diacono?

  • Annunciare il Vangelo durante la liturgia
  • Predicare e offrire riflessioni alla comunità
  • Amministrare il battesimo
  • Benedire matrimoni (senza celebrare l’Eucaristia)
  • Presiedere funerali e momenti di preghiera
  • Dedicarsi alla carità e al servizio dei più fragili

Il diacono non celebra la Messa, ma vive una missione fondamentale: essere ponte tra la liturgia e la vita concreta, tra la Parola e la carità. Il diaconato che Matteo vivrà è detto transeunte in quanto - a Dio piacendo - in futuro diventerà sacerdote.

L'ordinazione prevede in modo speciale l'imposizione delle mani del vescovo, la preghiera di ordinazione, la vestizione dei paramenti (stola a modo diaconale e dalmatica), la consegna del vangelo e l'abbraccio di pace con il vescovo e gli altri diaconi.

Nella nostra diocesi vi sono anche una trentina di diaconi permanenti (o sposati o celibi) che vivono questo ministero per tutta la vita in forma stabile. La presenza del diacono ricorda a tutti che la Chiesa è, prima di tutto, servizio.

Il dono del presbiterato: pastore secondo il cuore di Cristo

Con l’ordinazione presbiterale, Francesco (in foto a destra, insieme a don Luca e don Maurizio) diventa sacerdote,  insieme ai presbiteri della diocesi aiuta il vescovo nel servizio alla diocesi ed è guida della comunità cristiana a cui verrà inviato.

Il presbitero svolge un ministero più ampio, che comprende:

  • Celebrare l’Eucaristia, cuore della vita cristiana
  • Amministrare i sacramenti (Confessione, Unzione degli infermi, Battesimo…)
  • Annunciare la Parola di Dio e insegnare la fede
  • Guidare e accompagnare la comunità parrocchiale
  • Essere segno della presenza di Cristo pastore

L'ordinazione prevede in modo speciale l'imposizione delle mani del vescovo, la preghiera di ordinazione, la vestizione dei paramenti (stola a modo sacerdotale e la casula), l'unzione delle mani con il sacro crisma, la consegna della patena e del calice preparati per il sacrificio eucaristico e l'abbraccio di pace con il vescovo e gli altri presbiteri.

Il sacerdote è chiamato a donare la propria vita per il popolo di Dio, accompagnando le persone nei momenti di gioia e di fatica, nella quotidianità e nelle grandi scelte.

Una grazia che genera speranza

Queste due ordinazioni non sono solo tappe personali, ma veri doni per tutta la comunità. Ci ricordano che il Signore continua a chiamare, oggi, e che la risposta generosa di questi giovani diventa ricchezza per tutti.

Nasce allora anche una speranza: che altri giovani possano lasciarsi interrogare da queste testimonianze, trovando il coraggio di ascoltare la voce del Signore nella propria vita. In un tempo in cui non è sempre facile scegliere strade definitive, il “sì” di Matteo e don Francesco diventa un segno luminoso, capace di aprire nuovi orizzonti.

La loro scelta ci invita a credere che Dio continua a operare nel cuore dei giovani e che la nostra comunità può essere terreno fertile dove nascono e maturano vocazioni.

Accompagniamo dunque Matteo e don Francesco con la preghiera, perché possano vivere il loro ministero con gioia, fedeltà e spirito di servizio. E chiediamo al Signore il dono di nuove vocazioni, per il bene della Chiesa e del mondo.

Buon cammino carissimi fratelli!